Quando ero un pischello ho iniziato a cantare rap. Molte persone nella vita hanno sostenuto che io fossi un rapper, ma non mi sono mai piaciute le definizioni. Canto rap e mi sono sempre sentito parte della sua scena, del suo ambiente e della sua cultura. Tutto qui. Negli ultimi anni mi si è visto e sentito poco, perché la vita adulta ed il lavoro assorbono, soprattutto se il lavoro è autonomo e richiede grandi energie creative. Ma non ho smesso, così come in fondo non ho mai iniziato. Se sei curioso/a di ascoltare qualche mia vecchia canzone puoi fare un salto sul mio sito non proprio aggiornato resho.it.
Negli anni, molte realtà mi hanno chiesto di poter fare laboratori di scrittura rap con i loro ragazzi. Spesso scuole, talvolta cooperative sociali e spazi educativi. Seppure questa attività resta marginale rispetto alle mie altre esperienze lavorative, ho accumulato negli anni diversi progetti e collaborazioni, permettendo ai ragazzi di esprimersi in un processo di scrittura collettiva.
Personalmente, considero questi progetti laboratori, più che musicali, “linguistici, e quindi di pensiero”. Peché, è noto, pensiero e linguaggio sono correlati. La scrittura collettiva, svolta in vista di un obiettivo chiaro e condiviso, permette ai partecipanti di potenziare il proprio lessico e migliorare la strutturazione delle frasi per la necessità di inserire i pensieri nel tempo musicale. In un processo di apprendimento fra pari, si collabora alla stesura di un unico testo su un argomento concordato; ci si trova quindi di fronte alla necessità di risolvere insieme problemi complessi (il contenuto, le parole, il ritmo, il tempo, la durata, le strofe, i ritornelli) e dover costantemente supportarsi, mediare, trovare nuove via per ottenere quanto immaginato.
Partendo da queste esperienze, mi è stato un po’ per caso chiesto di svolgere anche dei laboratori di Storytelling non musicali con dei bambini di quarta elementare. Come rispondo sempre quando penso che le mie competenze non siano ancora adeguate, ho provato gentilmente a declinare l’offerta. Ma come talvolta capita nella mia vita, in quel momento ero l’unica persona potenzialmente disponibile. Quindi, con tutte le premesse del caso, ho accettato e iniziato a sperimentare i processi di scrittura collettiva utilizzando un meraviglioso supporto sviluppato da Sefirot, una piccola casa editrice italiana. Ho utilizzato il mazzo di carte Fabula for Kids, ottenendo un risultato decisamente superiore alle mie aspettative di partenza. Ho aggiunto quindi questa competenza al mio bagaglio, accettando altre proposte di collaborazione in seguito. La meraviglia dell’inventare insieme una storia da zero mi appassiona ogni volta che posso dare inizio e partecipare ad un processo creativo.
Lascio qualche progetto fatto negli anni, scegliendo fra quelli che sono stati condivisi dagli enti con cui ho collaborato. Molti altri rimangono come esperienze e ricordi per i partecipanti!
Fuori dalla rete
Progetto svolto a Verona in collaborazione con Fondazione AIDA per sensibilizzare i ragazzi sui rischi e le opportunità della rete.
Non darci la (tua) voce. Ascoltaci!
Progetto svolto a Bergamo insieme alla Fondazione Serughetti Centro Studi e Documentazione La Porta. “Alcuni/e giovani cittadini/e figli/e di migranti, insieme ai loro coetanei di origine bergamasca, si raccontano alla comunità locale”.
Canzoni rap nelle scuole medie
A titolo esemplificativo, al link https://icflero.edu.it/news/217/videoclip-progetto-rap-scuola-secondaria-di-poncarale trovate uno dei progetti svolti insieme a Spazio OFF di Brescia presso la sede di Poncarale dell’IC Flero di Brescia, con cui abbiamo collaborato per diverse annualità. Il video non era compreso nel progetto, è stato fatto volontariamente dai ragazzi dopo la conclusione del nostro percorso.